Il confort di seduta è sempre coinciso con l’uso di lana, cascame di cotone, piume e stoffe. Solo durante i primi del ‘900 si assiste all’introduzione del lattice naturale, antesignano della gommapiuma, che scansò in parte il brevetto tedesco delle molle a spirale risalente al 1826.
Con l’introduzione dei derivati del petrolio e, nel contempo, con l’industrializzazione del processo produttivo anche nel mondo dell’imbottito, l’uso del poliuretano è divenuto sempre più capillare, sostenuto negli anni settanta dall’uso delle fibre chimiche che aprirono alle prime ovatte in poliestere, acrilico e modacrilico.
Nel 1951 la Dupont registra sotto il nome di Dacron una particolare lavorazione del Polietilene tereftalato (PET) come fibra tessile sintetica polimerica, conosciuto anche come Terital o Trevira a seconda del paese di produzione; il mondo dell’imbottito ne fa ampio uso per le sue elevate caratteristiche meccaniche di resistenza e sofficità.
La continua innovazione nel campo dei resinati ha consentito l’introduzione del polietilene espanso a cellula chiusa, capace di non introitare acqua, antibatterico, antimuffa e antimicotico e per questo adatto agli impieghi in nautica, in outdoor e nel settore sanitario.
Le nuove tecnologie quindi consentono di personalizzare completamente il proprio imbottito, garantendo l’esatto sostegno richiesto dal cliente sia in seduta che in spalliera e, nel contempo, una maggiore igiene e praticità. EffettiDeco utilizza correntemente pressoché tutti i tipi di imbottitura, selezionando quelli più indicati per il contesto, il confort e l’impiego specifico.